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Il diritto di accesso

Da dieci anni aspettiamo la Gazzetta on line

di Manlio Cammarata - 13.07.05

 

La lettera aperta che i relatori al DAE 2005 hanno inviato al Ministro per l'innovazione e le tecnologie è solo l'ultimo passaggio, in ordine di tempo, di una storia che va avanti da più dieci anni.
Il tema è stato affrontato anche nel convegno di Catania (la quarta edizione di "Diritto amministrativo elettronico), dove si è discusso del "Codice dell'amministrazione digitale", la strana creatura legislativa nata male, tanto che si prevede di correggerla prima ancora che entri in vigore.

Tra i tanti problemi, anche di ordine costituzionale, affrontati dai relatori è emerso ancora una volta quello della pubblicazione degli atti normativi in formato elettronico, strumento essenziale per quella "partecipazione telematica" dei cittadini che il Codice pone tra i suoi fondamenti. Ma dov'è il codice, on line? Possiamo cercarlo su Normeinrete. Lo troviamo subito, messo a disposizione dalla Gazzetta ufficiale on line, ma solo perché sono passati meno di sessanta giorni dalla pubblicazione, avvenuta il 16 maggio scorso: fra tre giorni non sarà più disponibile. A meno che...

A meno che non si sia disposti a pagare l'accesso alle Gazzette precedenti, o ad acquistare a carissimo prezzo un CD-ROM edito da un privato, oppure ad aspettare che qualche pubblica amministrazione che partecipa a Normeinrete decida di metterlo graziosamente a disposizione dei cittadini. E questo è quanto meno strano.
Ma ci sono altri aspetti curiosi: se si arriva al testo passando per la home page della Gazzetta ufficiale on line,  il decreto va scaricato articolo per articolo (sono settantasei!), in un formato che riproduce l'impaginazione della Gazzetta cartacea ed è quindi di difficile "riuso". Se invece si accede da Normeinrete, il testo appare nella sua interezza in un riquadro (ma sempre con l'impaginazione "cartacea") e in basso c'è una finestra nella quale si possono copiare i riferimenti ad altre norme contenuti nell'articolato: meraviglia delle meraviglie, un sofisticato motore di ricerca trova il provvedimento citato (purché sia indicizzato nel sistema Normeinrete).

E qui si nota l'incongruenza tra un progetto tecnicamente avanzato e l'ottusa resistenza dello stampatore delle leggi a far parte del progetto stesso. Normeinrete (nato come progetto intersettoriale dell'AIPA - si veda la lettera inviata a InterLex dall'allora presidente Guido M. Rey a InterLex il 10 febbraio 1998) è un complesso sistema di indicizzazione e di reperimento dei testi normativi, a cui "manca un pezzo": una disposizione che preveda la pubblicazione di tutti gli atti normativi secondo gli standard resi pubblici dall'AIPA (oggi CNIPA) - vedi la circolare 6 novembre 2001, AIPA/CR/35.

Normeinrete, come si legge nella pagina di ingresso, è un "Portale di accesso alle norme pubblicate sui siti delle P.A. partecipanti": come dire, una sorta di volontariato amministrativo, laddove la pubblicazione delle norme sull'internet dovrebbe essere - nel 2005 - un obbligo per qualsiasi amministrazione e in primo luogo per le istituzioni dello Stato e le amministrazioni centrali. E siccome per una lunga serie di atti è prevista per legge la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, si verifica che gli stessi atti sono pubblicati su carta dal Poligrafico e on line dalle "amministrazioni partecipanti", ma solo se ne hanno voglia!

Ora la situazione è questa: c'è uno standard di pubblicazione telematica (e il software non costa nulla, è stato sviluppato come open source dai diversi enti che hanno collaborato al progetto), c'è l'hardware (lo stesso che viene usato oggi), che cosa manca?
Manca quella che si chiama "volontà politica": la volontà di far cessare un parassitario "mercato delle norme" perché, come scriveva nel 1998 Daniele Coliva, "la legge è un'informazione che è un valore in sé, che deve essere erogata sic et simpliciter dallo Stato, senza interferenze imprenditoriali, in coerenza con il principio di appartenenza al dominio pubblico sancito dall'articolo 5 della legge 633/41".

Naturalmente, ancora nello spirito del Codice dell'amministrazione digitale, i testi pubblicati sulla Gazzetta ufficiale on line dovranno essere "certificati": anche qui lo strumento c'è, previsto e regolato (male) dalla stesso Codice. Si chiama "firma digitale"...
Per capire come si fa (ma si può fare anche meglio), si può andare a vedere il sito delle leggi francesi Legifrance, attivo dal 2002. Dove, sotto il titolo, è scritto: LE SERVICE PUBLIC DE LA DIFFUSION DU DROIT.

Il servizio pubblico...

Una selezione degli articoli sull'argomento, pubblicati su InterLex dal 1995
Thomas non abita qui (e non trova casa)
di Manlio Cammarata - 01.10.95
Brevissime considerazioni su pubblicità delle leggi, reti telematiche e Internet di Francesco Brugaletta - 16.12.96
Serve una legge per l'accesso alla legge? di Manlio Cammarata - 29.01.98
La legge sulla Rete: un perché - di Daniele Coliva - 10.02.98
Una lettera dal presidente dell'AIPA - 02.03.98
La Gazzetta ufficiale "segretata" per contratto! di Manlio Cammarata - 27.04.99
La legge in rete: una proposta di Manlio Cammarata - 02.06.99
Rolleri: tra i diritti del cittadino e i "diritti di cancelleria" Intervista di Manlio Cammarata - 23.09.99
Succede in Francia: "Facilitare l'accesso dei cittadini all'informazione giuridica essenziale" Segnalazione di Giuseppe Aristotele Malatino - 21.10.99
DTD, XML, URN... Come funzionerà il sistema di ricerca "Normeinrete" 06.07.2000
Così cade il monopolio sulla legge di Manlio Cammarata - 06.07.2000
Norme in rete, il traguardo è vicino di Caterina Lupo - 19.06.03
In Francia la Gazzetta on line è "ufficiale" di Roberto Manno - 22.07.04
La Cassazione on line gratis, ma non basta di Manlio Cammarata - 11.11.04
La Gazzetta on line si può e si deve fare di Manlio Cammarata - 21.02.05

 

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