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 Nomi a dominio

ICANN: poca storia, molti problemi
4 - I primi passi di ICANN, tra critiche e contrasti
di Sergio Baccaglini* - 28.06.01


6. I compiti di ICANN

I compiti di cui ICANN si occupa sono principalmente tecnici e così schematizzabili:
- Gestione del sistema dei nomi di dominio.
- Numeri indirizzi IP.
- Parametri dei protocolli di comunicazione.
- Coordinamento per la gestione del Root server

Si tratta quindi di funzioni tecniche volte da un lato alla gestione del sistema dei nomi di dominio e dall'altra al mantenimento degli standard di trasmissione per consentire la comunicabilità in rete tra tutte le macchine connesse. Questo è il contesto tecnico di cui ICANN si occupa, esiste tuttavia anche un ambito che viene compreso nella dizione di policy making che, seppur di origine tecnica, da questa trascende per toccare invece ambiti sociali ed economici; in tale contesto, indubbiamente, si possono elencare le decisioni relative alla creazione della Uniform Domain Name Dispute Resolution Policy (UDRP) o le scelte relative ai nuovi suffissi web da introdurre.

Il sistema dei nomi di dominio, infatti, rappresenta la funzione che più delle altre sembra avere implicazioni anche sociali, economiche e politiche. Basti pensare a quale potere detiene la società legittimata alla scelta dell'ampliamento delle nuove estensioni di dominio.
In realtà anche questo è un argomento estremamente interessante: fino a che punto una società no profit con sede negli USA (California) ed autorizzata ad operare in un contesto esclusivamente tecnico ma planetario, deve considerarsi legittimata a decidere su questioni che esulano da tale ambito? Si tratta di decisioni che debordano dal contesto tecnico: è corretto che siano i tecnici a prenderle? Tenuto conto degli interessi in gioco, non solo economici, è corretto che sia una società in parte priva di responsabilità e controllo a operare simili scelte? Alcuni studiosi di diritto e della rete si stanno muovendo nel senso di analizzare tale situazione di fatto.

Una volta fondata ICANN, si poneva il problema di individuare quali soggetti fossero i più adatti per gestirla e quali dovessero essere le modalità per attuare l'internazionalizzazione del direttivo e la self governance tanto acclamati nel White Paper. E quale tipo di composizione avrebbe dovuto avere il consiglio di amministrazione?
Jon Postel offrì una risposta decisamente singolare ma estremamente pragmatica. Come si legge in alcuni interventi di Joe Sims, suo consulente legale, la scelta fu essenzialmente unilaterale da parte di Postel e tendente ad escludere dal direttivo i cosiddetti combatants, cioè gli attivisti della rete, tutti coloro che avevano perseguito determinati interessi ed ideali o che avessero un forte seguito o consenso da parte di vari gruppi della web comunity.

Incredibilmente la scelta di escludere gli attivisti dal direttivo della più tecnologica e avanzata società fu possibile solo grazie al fattore umano: Jon Postel, appunto. Se è vero che ICANN aveva il supporto ormai formalizzato del DoC americano, furono però determinanti, in quel delicato momento, la fiducia, il consenso e la stima riposti in Jon Postel dagli utenti della rete per evitare conflitti e lacerazioni.
In termini pratici, non si doveva frammentare il consenso alla base di ICANN quando l'intesa poteva risiedere in un unico nodo centrale e neutrale. Postel purtroppo scompariva il 16 ottobre 1998 ma la costituzione di ICANN era ormai completata.
Il direttivo scelto era limitato da un termine temporale del mandato, doveva infatti essere un direttivo ad interim; solo successivamente si sarebbe giunti alla elezione vera e propria del direttivo con modalità che avrebbero consentito sia a tecnici che a portatori di interessi a livello internazionale di partecipare alle fasi decisionali. Ed è proprio in quest'ultimo contesto, quello dei portatori di interessi, che si sviluppa il sistema di elezioni At Large.

7. Le elezioni "At Large"

Le elezioni at large sono un sistema per procedere alla selezione di metà del direttivo (9 su 18, più un presidente) di ICANN su una base di consenso mondiale; i soggetti eletti sono rappresentativi degli utenti della rete suddivisi a livello continentale.
In realtà al momento attuale, della metà del direttivo sono stati eletti solo cinque dei nove rappresentanti continentali; questo a seguito di una modifica apportata allo statuto, c.d. by laws, di ICANN ad opera del direttivo ad interim (Meeting del 10 Marzo 2000, Cairo. I restanti quattro saranno presumibilmente eletti entro il 2001. Gli altti nove membri non eletti con procedimento at large sono selezionati dalle tre Supporting Organizations di ICANN che si occupano delle questioni tecniche sopra elencate: Domain Name Supporting Organization (DNSO), Address Supporting Organization (ASO), Protocol Supporting Organization (PSO).

Alcuni aspetti di queste elezioni at large presentano motivi d'interesse, in quanto oltre a costituire un sistema unico ed innovativo di elezione, sono lo strumento per la garanzia e la tutela degli interessi generali della comunità. La restante metà del direttivo è infatti essenzialmente rappresentata da soggetti legati al mondo tecnico-economico della rete, è quindi riconosciuta come questione prioritaria la necessità di inserire nell'ambito della fase decisionale di ICANN soggetti che tutelino interessi più generali e rappresentativi di contesti non solo tecnici.
La presenza di rappresentanti internazionali garantisce un principio più volte sottolineato all'interno del White Paper: la "internazionalizzazione" come caratteristica necessaria della composizione del direttivo di ICANN (fondamentale a questo scopo fu l'attività di Christopher Wilkinson, membro esperto della Commissione europea, durante la stesura del documento costitutivo di ICANN).

Nello stesso White Paper, più incisivamente che nel Green Paper, e poi nell'attività di Jon Postel nelle fasi costitutive di ICANN, è stato sempre dichiarato l'intento di creare una società no-profit che tenesse conto delle esigenze di tutti gli utenti della rete. Ciò era raggiungibile mediante la successiva sostituzione del board ad interim con soggetti eletti direttamente dal "popolo web" su base continentale. In tal modo venivano assicurati oltre all'internazionalizzazione del direttivo anche la tutela e il controllo sull'operato di ICANN, che come detto può essere anche molto più che strettamente tecnico, come ad esempio quando si verta in tema di scelta di nuovi domini da approvare o per la citata UDRP. Anche se va notato che, incredibilmente, i membri at large sono ufficialmente entrati a far parte del direttivo solamente dopo l'approvazione dei 7 nuovi domini!

Le modalità di elezione dei direttori at large hanno destato critiche da più parti, come abbiamo già avuto modo di riferire. Anche per il fatto che i problemi riscontarti durante le elezioni erano soprattutto di natura tecnica e in larga misura facilmente prevenibili, come ad esempio le difficoltà dei server ICANN a supportare il traffico della rete durante i giorni delle elezioni.

La scelta poi di procedere all'elezione di soli 5 membri del direttivo, invece dei 9 precedentemente previsti ha incrementato ulteriormente il dibattito sulle votazioni at large. Le elezioni dei 4 direttori restanti erano state infatti fissate entro il 2001, ma viste le recenti evoluzioni e i dibattiti sulla materia, non pare più certo che si giunga entro la fine dell'anno alla loro elezione. Ad accentuare quest'ultimo aspetto ha contribuito l'approvazione del bilancio 2001-2002 durante il recente meeting di Stoccolma. In tale documento non sono infatti previsti fondi per la realizzazione delle prossime elezioni at large.

8. Un futuro incerto per l'elezione at large

Nelle risoluzioni adottate da ICANN durante il meeting del Cairo del marzo 2000, la posticipazione dell'elezione dei quattro directors alla fine del 2001 era dovuta al desiderio di poter prima procedere ad una valutazione della prima sessione di elezioni.
Tali valutazioni sono attualmente condotte da una commissione ad hoc, l'ICANN At Large Study Committee (ALSC), le cui prime conclusioni dovevano essere presentate il 5 giugno al meeting di Stoccolma.

A questo proposito sono state forti le critiche mosse dalla comunità web al comitato incaricato di valutare l'impatto dei direttori at large nel direttivo di ICANN. Infatti, il risultato degli studi pare ancora lontano, stando alle dichiarazioni del presidente di tale committee Carl Bildt, ex primo ministro svedese, un report finale su questo studio sarà presentato solo alla fine del 2001 durante il meeting di Los Angeles. Oltre a tale ritardo pare evidente che le elezioni dei quattro restanti direttori at large avranno luogo quasi certamente solo alla fine del 2002, precisamente dopo il mese di novembre, quando gli attuali cinque direttori at large termineranno il loro mandato.

Oltre al comitato formato da ICANN, la Markle Foundation ha sponsorizzato uno studio sulle elezioni at large i cui risultati sono consultatibili leggendo il report finale: ICANN's Global Elections: On the Internet, For the Internet. A Common Cause/Center for Democracy and Technology Report on the ICANN At-Large Elections. Un ulteriore studio indubbiamente degno di nota è il NAIS project. Nell'ambito di tale progetto, composto essenzialmente da rappresentanti del mondo accademico, è stato presentato durante il meeting di Stoccolma un report introduttivo al proprio studio finale previsto per settembre 2001. In tale documento sono sottolineati i vari aspetti che hanno necessità di ulteriori miglioramenti (educazione all'elezione; informazione più completa da parte di ICANN; necessaria astensione da interventi di governi nazionali per facilitare l'elezione di determinati rappresentanti; problemi tecnici dei server ICANN; ruolo della At Large Membership). Infatti, sempre secondo tale autorevole studio, per poter approntare da parte di ICANN una legittima e democratica elezione at large sono necessari numerosi aggiustamenti, non solo tecnici, che consentano di rendere questo tipo di istituto un vero strumento di internazionalizzazione e rappresentativo della bottom-up self governance.

Nonostante i problemi affrontati durante le elezioni at large, tale tipo di rappresentanza sembra tuttavia garantire in larga misura le diversità a livello geografico. La suddivisione in cinque aree continentali (Europa; Asia, Australia, Pacifico; America Latina, Caraibi; America settentrionale; Africa) consente ad ogni singola "macroregione" di avere almeno un rappresentante all'interno del direttivo di ICANN; e le disuguaglianze in termini di numero di utenti potrebbero essere affinate nell'ambito delle Supporting Organizations.

E' quindi indubbiamente un argomento molto delicato quello delle elezioni; seguendo infatti le linee di fondo e i principi generali sottesi al White Paper, come ad esempio il self governance o il private bottom-up consensus, dovrebbe essere logico considerare questo tipo di istituto come elemento imprescindibile per il direttivo di ICANN: solo così pare infatti possibile garantire il consenso di cui ICANN ha bisogno per le sue scelte, per l'internazionalizzazione e per la rappresentatività globale del suo direttivo. Il comitato del NAIS project, indica proprio questo contesto come un ambito per così dire "imprescindibile" per il direttivo di ICANN. All'interno del suo studio pone infatti in dubbio la legittimità di decisioni fino ad ora adottate senza che il direttivo at large fosse al completo (nove e non cinque) della rappresentativa eletta dalla At Large Membership, cioè dagli utenti-elettori della rete.

A questo proposito all'interno sia del White Paper sia del precedente Green Paper, importanti sono i numerosi riferimenti agli internet users, utenti della rete, e non più solo agli internet professionals o technicians; un ruolo vitale è quindi indubbiamente trasferito alla web community e quindi appunto al self governance ed al momento attuale ai soggetti facenti parte della At Large Membership.
Inoltre, fondamentale è l'intenzione espressa nel White Paper affinché il Board of Directors di ICANN rappresenti gi interessi "diretti" degli utenti, suggerendo quindi la loro rappresentanza con la minima intermediazione possibile. L'elezione dei primi cinque At Large Directors è stata indiretta a doppio turno. (Spiegazioni sul metodo di elezioni cosiddette "alternative", o anche conosciuto come Prefential Voting System.

Lo strumento delle elezioni at large, sebbene necessiti d'alcuni affinamenti, principalmente tecnici, parrebbe essere ideale ed estremamente funzionale per ottenere quanto appena indicato. In pratica esso consente di procedere alla realizzazione di alcune caratteristiche previste per il direttivo di ICANN, il consenso e l'internazionalizzazione, che altrimenti verrebbero a mancare. Senza i quali, a nostro avviso, la storia di ICANN è altrimenti destinata ad essere ricordata principalmente per i contrasti e le critiche che costantemente gli utenti della rete le hanno rivolto.

Oltre a ciò, ICANN, seppur in formazione, potrebbe essere uno strumento modernissimo ed efficiente per l'internet governance ovviamente non prescindendo in alcun modo dagli At Large Directors o, comunque, da una forma di rappresentanza che consenta una forte integrazione nel direttivo delle istanze dei singoli continenti, oltre che un generale e fondamentale controllo sull'operato di questa peculiare società.
In tal modo sarebbero garantiti sia il "consenso dal basso verso l'alto" sia l'internazionalizzazione; princìpi e caratteristiche dei quali ICANN non può fare a meno e dai quali anzi è utile prendere le mosse per immaginare l'evoluzione più prossima di Internet.

(Continua)