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InterLex - RIVISTA DI DIRITTO TECNOLOLOGIA INFORMAZIONE

 

 

I diritti del cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione

- Piero Casciani* - 23 ottobre 2017

C’è una costante nelle iniziative che riguardano il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione in Italia: l’affermazione che queste vengono assunte per migliorare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione; questa affermazione è accompagnata dalla negazione dei progressi fatti precedentemente e delle possibilità di miglioramento con proposte diverse.

Ora, nel privato, le scelte sbagliate dei manager sono sottoposte, se c’è un mercato, al giudizio del cliente che può, quando è possibile, rivolgersi altrove: se il prodotto non riscuote successo, il cliente cambia fornitore e il datore di lavoro cambia il manager.

Nel pubblico, il cittadino utente di un pubblico servizio ha meno possibilità di scelta, ma, quando può, manifesta le proprie preferenze. Facciamo l’esempio dello SPID, che, nel pur intenso dibattito sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione, nessuno si azzarda a criticare. In questo caso, quando i cittadini hanno avuto la possibilità di scelta per l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione tra lo SPID e altri sistemi di identificazione dell’utente già attivi presso le pubbliche amministrazioni, hanno chiaramente scelto i sistemi in uso presso queste ultime, meno bizantini, farraginosi e costosi dello SPID.
Tant’è vero che dopo un anno e mezzo dal lancio dello SPID, il numero di credenziali rilasciate (1.800.000) non raggiunge neanche il numero di cittadini che avevano interesse a richiederle, pur essendo lo SPID l’unico strumento utilizzabile per chiedere il bonus cultura o il bonus 18 anni o l’anticipo pensionistico. Ciononostante, lo SPID può benissimo essere imposto per legge, anzi, per decreto ministeriale, viste le ultime proposte di modifica del Codice dell’Amministrazione Digitale, nonostante sia l’esatto opposto dei principi di semplicità e usabilità.

Evidentemente, nonostante siano passati parecchi anni dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 500 del 1999 in materia di risarcibilità degli interessi legittimi, che definiva come isola di immunità e di privilegio1 la posizione della pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini, permane una situazione nella quale le pubbliche amministrazioni si pongono su un gradino più elevato rispetto ai cittadini.

Solo così diventa comprensibile che i diritti dei cittadini, dei contribuenti, dei malati - sanciti nelle leggi da tanti anni, dalla legge 241 del 1990 in poi - siano costantemente negati, come con la vicenda della certificazione delle vaccinazioni da presentare alle scuole; o come con la carta identità elettronica, resa obbligatoria con circolare, con liste d’attesa di mesi, invece della carta d’identità cartacea, rilasciata a vista con un costo pari a un quarto di quella elettronica.

In realtà, i diritti del cittadino digitale non sono esigibili senza che siano affermati i diritti del cittadino.
L’esperienza del Freedom Of Information Act for Italy, ha dimostrato che l’azione comune di diverse associazioni della società civile sul tema della trasparenza della pubblica amministrazione può raggiungere dei risultati, se non altro in termini di crescita della consapevolezza dei diritti.

Sarebbe auspicabile che iniziative analoghe venissero assunte anche su altre tematiche, come quella del rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini, digitali e non. L’avvio della consultazione pubblica sulle proposte di modifica del Codice dell’Amministrazione Digitale potrebbe essere una buona occasione di confronto.

1. “Ora, non può negarsi che dal descritto stato della giurisprudenza deriva una notevole limitazione della responsabilità della P.A. nel caso di esercizio illegittimo della funzione pubblica che abbia determinato diminuzioni o pregiudizi alla sfera patrimoniale del privato. Ma una siffatta isola di immunità e di privilegio, va ancora rilevato, mal si concilia con le più elementari esigenze di giustizia.”

*  Presidente Comma 22 onlus – associazione per i diritti dei cittadini

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